Estrazione del Ranno
Metodo Tradizionale

IL RANNO è un detergente tradizionale di origine naturale estratto dalla cenere

1. Far bollire un quantitativo di acqua prendendo il contenitore coppa a misura.
2. Impilare i moduli come da sequenza. Disegno 1
3. Posare la cenere filtrata nel cilindro cenere.
4. Dosare le quantità in rapporto alla quantità d’acqua che volete utilizzare. Il rapporto è circa uno a uno, cioè 400 grammi di cenere e 400 ml di acqua.
5. Abbiamo posto un segno all’interno della coppa e del cilindro cenere per facilitare il dosaggio.
6. Quando l’acqua bolle fatela percolare delicatamente nel cilindro.

Attendete un po’ affinché l’eventuale residuo sia totalmente depositato sul fondo della coppa.
Lasciate intiepidire o raffreddare il ranno prima di usarlo o riporlo in frigo nella coppa chiusa col suo apposto coperchio.

Avvertenze: il ranno lascia un deposito che può essere eliminato come no. Certamente la differenza viene fatta secondo ciò che dovete lavare. In ogni caso su tutte le superfici il deposito eventuale viene rimosso con il risciacquo e con lo straccio. Senza dubbio il deposito deve essere scartato o ri-filtrato in caso si usi il ranno con i panni. Con questi ultimi è bene utilizzarlo in abbinamento al sapone di Marsiglia. In questo caso si otterrà un forma di lisciviatura mescolandolo all’acqua e al sapone nel lavaggio a mano. La giusta modulazione del sapone darà la morbidezza dei panni.

Un maggior quantitativo di cenere rispetto all’acqua garantisce miglior resa.
Il quantitativo un tempo veniva fatto “ad occhio” secondo le esigenze di pulitura, ottenendo una soluzione più o meno densa e quindi più o meno forte.
Una volta ottenuto il liquido denso e detergente di colore giallo/oro, chiamato Ranno, lo si può usare per il lavaggio delle stoviglie e di ogni superficie desiderata come: frigoriferi o addirittura forni.

Si può conservare il ranno in contenitori chiusi ed in frigorifero per più giorni. La cenere avanzata dal procedimento per fare il ranno può essere riutilizzata per pulire superfici come le pentole, ma più spesso come facevano le nostre nonne, come fertilizzante da giardino poiché la cenere è un correttore di acidità del terreno. Il ranno è un equivalente del detersivo, quindi da solo o mescolato a scaglie di Sapone di Marsiglia è utilizzabile anche in lavatrice. 

ATTENZIONE

Evitare l’ingestione ed il contatto con gli occhi, tenere lontano dalla portata dei bambini.
Mai usare la sola polvere della cenere in lavatrice o per lavare i panni.
La cenere da sola può solo sgrassare le superfici, non teli e stoffe. Per queste ultime occorre fare il ranno e con l’aiuto del sapone di Marsiglia procedere alla lisciviatura.

Impieghi

Il ranno è indicato nella pulitura dei pavimenti. In particolare nello sporco vecchio nella rimozione della cera. Utile nel rinnovo di mattonelle antiche o in disuso da tempo. Rispetta i diversi tipi di mattonelle e marmi, ha potere disinfettante, è inodore, è molto risolvente quindi può essere usato molto diluito. Le nostre nonne erano solite come si suol dire andare “ad occhio “ Il ranno può potenzialmente pulire , pentole. piatti, bicchieri e cristalli, vetri, interno di refrigeratori e anche forni. Bisogna prestare molta attenzione e nel caso diluire molto il preparato per le vetrofanie o altre decorazioni, essendo molto efficace ed abrasivo. Il mio consiglio personale è di adoperarlo proprio i caso di sporco molto ostinato o vecchio. in effetti il momento in cui si eccede nell’uso dei detergenti chimici è proprio quello in cui lo sporco è eccessivo con il conseguente fastidio o disturbo per chi è allergico a certe sostanze. Con l’impiego del ranno usato in maniera preventiva si riduce con efficacia l’uso dei detergenti aggressivi. Usato diluito è ottimo per i più svariati impieghi di pulizia grossolana. Vasi di fiori, scale, soglie, maniglie sfruttate, mobilia antica o molto sfruttata che presenta zone di unto o grasso vecchio. Cucine imbrattate, fuochi, forni griglie, barbecue, metalli come ad esempio ringhiere, corrimano, pavimenti anche in legno. Ricordo sempre che stiamo parlando di una pratica con la quale occorre prendere dimestichezza. Fatevi aiutare da qualcuno un po’ esperto se vi sentite impacciati. Sono disponibile a farvi delle dimostrazioni o ad intervenire direttamente dove voi intendete provare.

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